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Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro (abilitante alla professione sanitaria di Tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro)


Università
Università degli Studi di TORINO

Classe di laurea
L/SNT4 Professioni sanitarie della prevenzione

Dipartimento del corso
Scienze della sanità pubblica e pediatriche

Altri dipartimenti
Scienze cliniche e biologiche
Scienze veterinarie

Sito del corso
http://tpall.campusnet.unito.it/cgi-bin/home.pl

Obiettivi formativi qualificanti della classe: L/SNT4 Professioni sanitarie della prevenzione
I laureati nella classe, ai sensi dell'articolo 6, comma 3 del decreto legislativo 30 dicembre 1992, n.
502 e successive modificazioni ed integrazioni, ai sensi della legge 26 febbraio 1999, n. 42 e ai
sensi della legge 10 agosto 2000, n. 251, sono professionisti sanitari il cui campo proprio di attività
e responsabilità è determinato dai contenuti dei decreti ministeriali istituivi dei profili professionali
e degli ordinamenti didattici dei rispettivi corsi universitari e di formazione post – base nonché
degli specifici codici deontologici.
I laureati nella classe delle professioni tecniche della prevenzione svolgono con autonomia tecnicoprofessionale
attività di prevenzione, verifica e controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale
nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli alimenti e delle bevande, di igiene e sanità pubblica e
veterinaria. Tali attività devono comunque svolgersi nell'ambito della responsabilità derivante dai
profili professionali.
I laureati nella classe sono dotati di un'adeguata preparazione nelle discipline di base, tale da
consentire loro la migliore comprensione dei più rilevanti elementi che sono alla base dei processi
patologici dell'età evolutiva, adulta e geriatrica sui quali si focalizza il loro intervento preventivo
e/o riabilitativo. Devono inoltre saper utilizzare almeno una lingua dell'Unione europea, oltre
l'italiano, nell'ambito specifico di competenza e per lo scambio di informazioni generali.
Le strutture didattiche devono pertanto individuare e costruire altrettanti percorsi formativi atti alla
realizzazione delle diverse figure di laureati funzionali ai profili professionali individuati dai decreti
del Ministero della sanità.
Le strutture didattiche individuano a tal fine, mediante l'opportuna selezione degli ambiti
disciplinari delle attività formative caratterizzanti, con particolare riguardo ai settori scientificodisciplinari
professionalizzanti, gli specifici percorsi formativi delle professioni sanitarie
ricomprese nella classe.
In particolare, i laureati nella classe, in funzione dei suddetti percorsi formativi, devono raggiungere
le competenze professionali di seguito indicate e specificate riguardo ai singoli profili identificati
con provvedimenti della competente autorità ministeriale. Il raggiungimento delle competenze
professionali si attua attraverso una formazione teorica e pratica che includa anche l'acquisizione di
competenze comportamentali e che venga conseguita nel contesto lavorativo specifico di ogni
profilo, così da garantire, al termine del percorso formativo, la piena padronanza di tutte le
necessarie competenze e la loro immediata spendibilità nell'ambiente di lavoro.
Particolare rilievo, come parte integrante e qualificante della formazione professionale, riveste
l'attività formativa pratica e di tirocinio clinico, svolta con almeno 60 CFU con la supervisione e la
guida di tutori professionali appositamente assegnati, coordinata da un docente appartenente al più
elevato livello formativo previsto per ciascun specifico profilo professionale e corrispondente alle
norme definite a livello europeo ove esistenti.
I laureati della classe, in funzione dei suddetti percorsi formativi, devono raggiungere le
competenze previste dagli specifici profili professionali.
In particolare:
Nell'ambito della professione sanitaria del tecnico della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di
lavoro, i laureati sono operatori sanitari cui competono le attribuzioni previste dal D.M. del
Ministro della sanità 17 gennaio 1997, n. 58 e successive modificazioni ed integrazioni; ovvero
sono responsabili, nell'ambito delle loro competenze, di tutte le attività di prevenzione, verifica e
controllo in materia di igiene e sicurezza ambientale nei luoghi di vita e di lavoro, di igiene degli
alimenti e delle bevande, di igiene di sanità pubblica e veterinaria. I laureati in prevenzione
nell'ambiente e nei luoghi di lavoro, operanti nei servizi con compiti ispettivi e di vigilanza, sono,
nei limiti delle loro attribuzioni, ufficiali di polizia giudiziaria; svolgono attività istruttoria,
finalizzata al rilascio di autorizzazioni o di nulla osta tecnico-sanitari per attività soggette a
controllo. Nell'ambito dell'esercizio della professione, essi istruiscono, determinano, contestano e
notificano le irregolarità rilevate e formulano pareri nell'ambito delle loro competenze; vigilano e
controllano gli ambienti di vita e di lavoro e valutano la necessità di effettuare accertamenti ed
inchieste per infortuni e malattie professionali; vigilano e controllano la rispondenza delle strutture
e degli ambienti in relazione alle attività ad esse connesse e le condizioni di sicurezza degli
impianti; vigilano e controllano la qualità degli alimenti e bevande destinati all'alimentazione dalla
produzione al consumo e valutano la necessità di procedere a successive indagini specialistiche;
vigilano e controllano l'igiene e sanità veterinaria, nell'ambito delle loro competenze, e valutano la
necessità di procedere a successive indagini; vigilano e controllano i prodotti cosmetici; collaborano
con l'amministrazione giudiziaria per indagini sui reati contro il patrimonio ambientale, sulle
condizioni di igiene e sicurezza nei luoghi di lavoro e sugli alimenti; vigilano e controllano
quant'altro previsto da leggi e regolamenti in materia di prevenzione sanitaria e ambientale,
nell'ambito delle loro competenze; svolgono con autonomia tecnico professionale le loro attività e
collaborano con altre figure professionali all'attività di programmazione e di organizzazione del
lavoro della struttura in cui operano; sono responsabili dell'organizzazione della pianificazione,
dell'esecuzione e della qualità degli atti svolti nell'esercizio della loro attività professionale;
partecipano ad attività di studio, didattica e consulenza professionale nei servizi sanitari e nei luoghi
dove è richiesta la loro competenza professionale; contribuiscono alla formazione del personale e
concorrono direttamente all'aggiornamento relativo al loro profilo professionale e alla ricerca;
svolgono la loro attività professionale, in regime di dipendenza o libero-professionale, nell'ambito
del servizio sanitario nazionale, presso tutti i servizi di prevenzione, controllo e vigilanza previsti
dalla normativa vigente.
Nell'ambito della professione sanitaria dell'assistente sanitario, i laureati sono operatori sanitari cui
competono le attribuzioni previste dal D.M. del Ministero della sanità 17 gennaio 1997, n. 69 e
successive modificazioni ed integrazioni; ovvero sono addetti alla prevenzione, alla promozione ed
all'educazione per la salute. L'attività dei laureati in assistenza sanitaria è rivolta alla persona, alla
famiglia e alla collettività. Essi individuano i bisogni di salute e le priorità di intervento preventivo,
educativo e di recupero; identificano i bisogni di salute sulla base dei dati epidemiologici e socioculturali;
individuano i fattori biologici e sociali di rischio e sono responsabile dell'attuazione e
della soluzione e degli interventi che rientrano nell'ambito delle loro competenze; progettano,
programmano, attuano e valutano gli interventi di educazione alla salute in tutte le fasi della vita
della persona; collaborano alla definizione delle metodologie di comunicazione, ai programmi ed a
campagne per la promozione e l'educazione sanitaria; concorrono alla formazione e
all'aggiornamento degli operatori sanitari e scolastici per quanto concerne la metodologia
dell'educazione sanitaria; intervengono nei programmi di pianificazione familiare e di educazione
sanitaria, sessuale e socio-affettiva; attuano interventi specifici di sostegno alla famiglia, attivano
risorse di rete anche in collaborazione con i medici di medicina generale ed altri operatori sul
territorio e partecipano ai programmi di terapia per la famiglia; sorvegliano, per quanto di loro
competenza, le condizioni igienico-sanitarie nelle famiglie, nelle scuole e nelle comunità assistite e
controllano l'igiene dell'ambiente e del rischio infettivo; relazionano e verbalizzano alle autorità
competenti e propongono soluzioni operative; operano nell'ambito dei centri congiuntamente o in
alternativa con i servizi di educazione alla salute, negli uffici di relazione con il pubblico;
collaborano, per quanto di loro competenza, agli interventi di promozione ed educazione alla salute
nelle scuole; partecipano alle iniziative di valutazione e miglioramento alla qualità delle prestazioni
dei servizi sanitari rilevando, in particolare, i livelli di gradimento da parte degli utenti; concorrono
alle iniziative dirette alla tutela dei diritti dei cittadini con particolare riferimento alla promozione
della salute; partecipano alle attività organizzate in forma dipartimentale, sia distrettuali che
ospedaliere, con funzioni di raccordo interprofessionale, con particolare riguardo ai dipartimenti
destinati a dare attuazione ai progetti-obiettivo individuati dalla programmazione sanitaria
nazionale, regionale e locale; svolgono le loro funzioni con autonomia professionale anche
mediante l'uso di tecniche e strumenti specifici; svolgono attività didattico-formativa e di
consulenza nei servizi, ove è richiesta la loro competenza professionale; agiscono sia
individualmente sia in collaborazione con altri operatori sanitari, sociali e scolastici, avvalendosi,
ove necessario, dell'opera del personale di supporto; contribuiscono alla formazione del personale
di supporto e concorrono direttamente all'aggiornamento relativo al loro profilo professionale;
svolgono la loro attività professionale in strutture, pubbliche o private, in regime di dipendenza o
libero-professionale.
Negli ordinamenti didattici delle classi di laurea deve essere prevista l'attività didattica in materia di
radioprotezione secondo i contenuti di cui all'allegato IV del decreto legislativo 26 maggio 2000, n.
187.
Negli ordinamenti didattici devono essere previste le attività formative di cui all'art. 10, comma 5,
lettere a), c), d), e) del D.M. 22 ottobre 2004, n. 270, con un numero di CFU rispettivamente di: 6 a
scelta dello studente; 9 per la prova finale e per la lingua inglese; 6 per le altre attività quali
l'informatica, attività seminariali, ecc. e 3 per i laboratori professionali dello specifico SSD del
profilo; infine 60 CFU sono riservati per il tirocinio formativo nello specifico profilo professionale.
Sintesi della consultazione con le organizzazioni rappresentative a livello locale della produzione, servizi, professioni
Il giorno 13 settembre 2010 alle ore 10.00, presso l'aula Magna dell'Istituto Rosmini, la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino ha riunito le parti sociali con lo scopo di presentare i Nuovi Ordinamenti dei corsi di Studio delle Professioni Sanitarie riformati secondo il dettato del D.M. 270/04, D.M. 08/01/2009 e D.IM. 19/02/2009.
Hanno preso parte alla riunione le varie Associazioni, specificatamente per il corso di Laurea in Tecniche della Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di lavoro l'Associazione Italiana Tecnici delle Prevenzione nell'Ambiente e nei Luoghi di lavoro (AITEP) e l'Unione Nazionale Personale Ispettivo Sanitario d'Italia (UNPISI), nonché i Collegi rappresentativi dei profili professionali corrispondenti ai corsi di Laurea attivati presso la Facoltà di Medicina e Chirurgia di Torino. Il Vice Preside, Professor Roberto Rigardetto ed il Professor Valerio Dimonte, hanno illustrato l'offerta formativa del Nuovo Ordinamento. Il Professor Dimonte ha evidenziato come i corsi di Laurea delle Professioni Sanitarie della Facoltà siano fortemente collegati al mondo del lavoro e delle professioni e come molte delle parti sociali siano state già consultate in fase di stesura del Nuovo Ordinamento in un'ottica di collaborazione e condivisione reciproca.
E' stato sottolineato come, seguendo il decreto D.M. 270/2004, si potrà pianificare un'offerta formativa più razionale, cercando di dare allo studente solide basi per l'esercizio della professione, anche dedicando maggior attenzione al tirocinio ad ulteriore vantaggio della futura professione. L'attuazione della riforma, con l'armonizzazione dei percorsi didattici, consente inoltre di progettare un'offerta formativa che renda più agevole, rispetto al precedente ordinamento, lo spostamento degli studenti, sia a livello nazionale, sia a livello europeo.
Dalla consultazione sono emersi pareri favorevoli al Nuovo Ordinamento Didattico di prossima applicazione. E' stato apprezzato, in particolare, il confronto costruttivo tra le parti, e si è auspicato che nel futuro tale confronto possa ulteriormente migliorare, vista la particolarità dei corsi di studio delle Professioni Sanitarie che vede l'Università laureare professionisti abilitati ad entrare da subito nel mondo del lavoro.
Obiettivi formativi specifici del corso e descrizione del percorso formativo
Primo anno

Alla fine del primo anno gli studenti saranno in grado di definire e identificare i principali fattori di rischio per l'igiene e per la sicurezza, nei diversi ambienti di applicazione di pertinenza del tecnico di prevenzione: ambiente di vita, ambiente di lavoro, alimenti e bevande, sanità pubblica e veterinaria, all'interno del contesto dei servizi di prevenzione del Dipartimento di Azienda Sanitaria Locale, del servizio territoriale dell'Arpa e dei servizi di prevenzione delle imprese.
Pertanto gli insegnamenti dovranno offrire le basi scientifiche utili sia per l'identificazione dei fattori di rischio di diversa natura (chimica, fisica, biologica, psicosociale) sia per la comprensione dei processi etiopatogenetici attraverso cui i fattori di rischio provocano un danno sia per l'apprendimento del metodo della valutazione e della gestione dei rischi. Il tirocinio dovrà essere dedicato soprattutto all'utilizzo delle principali fonti informative per l'identificazione del rischio.

Secondo anno

Alla fine del secondo anno gli studenti saranno in grado di condurre una corretta analisi dei meccanismi di generazione dei fattori di rischio e una ricerca delle soluzioni appropriate, nelle principali filiere produttive e ambientali di competenza dei servizi di prevenzione, con particolare attenzione alla realtà piemontese.
Gli insegnamenti dovranno quindi fornire le conoscenze tecniche sui principali aspetti tecnologici ed organizzativi dei cicli, delle filiere e delle relative matrici, da cui nascono le esposizioni ai fattori di rischio, e controllando i quali si realizza la prevenzione. Il tirocinio dovrà essere particolarmente dedicato all' analisi pratica delle strutture, degli ambienti e dei cicli produttivi per lo studio dei meccanismi di generazione dei rischi e delle relative soluzioni di prevenzione.

Terzo anno
Alla fine del terzo anno gli studenti saranno in grado di utilizzare tecniche di gestione del rischio, attraverso il controllo, la vigilanza, la misura e la comunicazione nel contesto di un servizio di prevenzione.
Per questo scopo gli insegnamenti hanno il compito di preparare le basi conoscitive, di atteggiamento e di metodo per formare il ruolo professionale di chi nelle società è chiamato a fare vigilanza, misura ed educazione per la prevenzione della salute. Analogamente il tirocinio sul campo dovrà fornire adeguate occasioni pratiche di preparazione delle abilità e delle attitudini necessarie per affrontare le principali situazioni di gestione del rischio in casi ordinari e programmati e in condizioni di emergenza.

Risultati di apprendimento attesi, espressi tramite i Descrittori europei del titolo di studio
Conoscenza e capacità di comprensione (knowledge and understanding)
• Possiede conoscenze di base nelle discipline scientifiche utili per l’identificazione dei fattori di rischio: chimica, fisica, biologia, psicologia del lavoro, informatica, matematica,, microbiologia, patologia generale umana e animale, tossicologia
• Possiede conoscenze adeguate relative alle applicazioni delle discipline scientifiche all’analisi dei processi lavorativi e di vita nelle diverse filiere e matrici sulle quali nascono i fattori di rischio
• Possiede conoscenze adeguate sulle norme da applicare per la vigilanza e sui metodi di comunicazione e di misura del rischio
Modalità di conseguimento
L’acquisizione delle conoscenze e delle capacità di comprensione si consegue mediante lezioni frontali, studio di testi consigliati e del materiale didattico eventualmente fornito.
Strumenti didattici di verifica sono: esami orali, solitamente preceduti da prove scritte, verifiche in itinere
Capacità di applicare conoscenza e comprensione (applying knowledge and understanding)
• E’ in grado di usare ed applicare informazioni tecniche e scientifiche nel campo della identificazione dei rischi
• E’ in grado di effettuare indagini intese alla determinazione dei meccanismi di generazione del rischio nelle diverse filiere e matrici che compongono l’oggetto della prevenzione
• E’ in grado di contribuire a identificare in contesti multidisciplinari le attività di vigilanza, misura e comunicazione/educazione più idonee a far fronte ai problemi di prevenzione incontrati
• Utilizza sistemi informatici per la gestione e l’elaborazione dei dati
Modalità di conseguimento
Le capacità di applicare conoscenza e comprensione si conseguono mediante esercitazioni in aula, in laboratorio e tirocinio in campo, anche con approccio interdisciplinare e l’analisi di casi di studio.
Strumenti didattici di verifica
Si procederà alla valutazione, anche in sede di esame, di relazioni sulle esercitazioni compiute e sui casi di studio, e di relazioni di valutazione del tirocinio da parte dei tutori
Autonomia di giudizio (making judgements)
• E’ in grado di raccogliere interpretare e quantificare dati scientifici mediante l’applicazione di opportune tecniche statistico epidemiologiche
• E’ capace di formulare un problema analitico e di proporre idee e soluzioni;
• E’ in grado di dare giudizi che includano riflessioni su questioni scientifiche ed etiche
• E’ capace di adattarsi ad ambiti di lavoro e tematiche diverse, di reperire e vagliare fonti di informazione e bibliografiche.
Modalità di conseguimento
L'autonomia di giudizio sarà conseguita attraverso l'interpretazione critica di casi e situazioni rilevati in corso di tirocinio e discussi in piccolo gruppo con i docenti della didattica di complemento nell’ambito degli schemi interpretativi proposti dai docenti della didattica frontale.
Strumenti didattici di verifica
L'autonomia di giudizio è verificata in sede di esame o di valutazione di tirocinio da parte dei tutori e dei docenti della didattica di complemento.
Abilità comunicative (communication skills)
Possiede capacità di base nella gestione di risorse umane e strumentali
Possiede capacità di comunicazione nei confronti delle altre figure professionali che operano nel campo della prevenzione utilizzando anche un'altra lingua dell'UE, soprattutto l'inglese;
E’ in grado di lavorare in gruppo e operare con definiti gradi di autonomia
E’ capace di organizzare relazioni e comunicazioni secondo standard e formati consueti nel mondo tecnico
E’ in grado di produrre elaborati scritti con taglio scientifico o divulgativo (utilizzando anche un'altra lingua dell'UE, soprattutto l'inglese)
Modalità di conseguimento
Le abilità comunicative sono coltivate sollecitando gli allievi a presentare oralmente, per iscritto e con l'uso di strumenti elettronici propri elaborati individuali.
Strumenti didattici di verifica
Nelle valutazioni degli elaborati individuali e della prova finale la qualità e l'efficacia della comunicazione concorre autonomamente alla formazione del giudizio complessivo
Capacità di apprendimento (learning skills)
• Sviluppa abilità di apprendimento necessarie per intraprendere studi futuri con un sufficiente grado di autonomia.
• Acquisisce un metodo di studio, capacità di lavorare per obiettivi, in gruppo ed in modo autonomo
Modalità di conseguimento
Nel corso del ciclo di studi si svolgeranno tirocini, seminari e brevi corsi integrativi allo scopo di aggiornare ed ampliare i contenuti degli insegnamenti già svolti.
Strumenti didattici di verifica
La verifica della capacità di apprendimento si svolge valutando l’attività di tirocinio, gli elaborati finali svolti ed eventuali rapporti relativi alle iniziative di aggiornamento

Conoscenze richieste per l'accesso
Per essere ammessi al corso di laurea occorre essere in possesso di un diploma di scuola secondaria superiore o di altro titolo di studio conseguito all'estero, riconosciuto idoneo. L'accesso al corso di laurea è a numero programmato; i potenziali studenti dovranno sostenere un test di ingresso secondo le disposizioni del M.I.U.R.

Caratteristiche della prova finale
Per il conseguimento del titolo e per essere ammesso all'esame finale di laurea, che ha valore abilitante, lo studente deve aver superato tutti gli esami previsti, e aver completato, con valutazione positiva, tutti i tirocini previsti. L'esame finale del Corso di Laurea si svolge come previsto dal D.M. 19/2/2009 art. 7.

Sbocchi occupazionali e professionali previsti per i laureati
L'ambito occupazionale naturale dei laureati in Tecniche della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro è quello delle Aziende Sanitarie Locali del Servizio Sanitario Nazionale, presso i Dipartimenti di Prevenzione. Ulteriori ambiti occupazionali possibili sono le Agenzie regionali per la Protezione Ambientale (ARPA), presso i loro servizi territoriali, e le imprese produttive pubbliche e private, presso i loro servizi di prevenzione e protezione.
Il corso prepara alle professioni di
Professione
Tecnici della prevenzione nell’ambiente e nei luoghi di lavoro - (3.2.1.5.1)

Massimo numero di crediti riconoscibili (DM 16/3/2007 Art 4) 12 - Nota 1063 del 29/04/2011
(Crediti riconoscibili sulla base di conoscenze e abilità professionali certificate individualmente, nonché altre conoscenze e abilità maturate in attività formative di livello post-secondario alla cui progettazione e realizzazione l'università abbia concorso)


Sede del corso: GRUGLIASCO (via Leonardo da Vinci 135 10095 )
Organizzazione della didattica semestrale
Modalità di svolgimento degli insegnamenti Convenzionale
Data di inizio dell'attività didattica 01/10/2012
Utenza sostenibile33
 
Convenzioni con Enti Nota 25 del 23/01/2007
Ente:REGIONE PIEMONTE
Data Convenzione:26/01/2012
Durata Convenzione:12
Eventuali Note:Il protocollo d'intesa fra l'Universita' degli Studi di Torino e la Regione Piemonte e' stato rinnovato in data 26/01/2012


Docenti di riferimento
GRUGLIASCO
  • prof. COSTA Giuseppe (MED/42)
  • prof. GRASSI Maria Ausilia (VET/04)
  • prof. PIRA Enrico (MED/44)


Tutor disponibili per gli studenti
  • TROIA Bruno Mario
  • PREGNOLATO Maria Gabriella
  • TISI Massimiliano


Previsione e programmazione della domanda
Programmazione nazionale delle iscrizioni al primo anno (art.1 Legge 264/1999)Si - Posti: 33
Programmazione locale (art.2 Legge 264/1999)No




Attività di base

ambito disciplinaresettoreDocentiCFU
Scienze propedeutiche MED/42 Igiene generale e applicata
MAT/04 Matematiche complementari
ING-IND/25 Impianti chimici
INF/01 Informatica
FIS/07 Fisica applicata (a beni culturali, ambientali, biologia e medicina)
CHIM/06 Chimica organica
CHIM/03 Chimica generale ed inorganica
BIO/07 Ecologia
18
8

74
7
17
23
3
17
Scienze biomediche MED/07 Microbiologia e microbiologia clinica
MED/04 Patologia generale
BIO/10 Biochimica
BIO/09 Fisiologia
15
26
29
23
11
Primo soccorso BIO/14 Farmacologia
21
3
Totale Attività di Base: 31




Attività caratterizzanti

ambito disciplinaresettoreDocentiCFU
Scienze della prevenzione nell'ambiente e nei luoghi di lavoro VET/06 Parassitologia e malattie parassitarie degli animali
VET/05 Malattie infettive degli animali domestici
VET/04 Ispezione degli alimenti di origine animale
VET/03 Patologia generale e anatomia patologica veterinaria
MED/50 Scienze tecniche mediche applicate
MED/44 Medicina del lavoro
MED/42 Igiene generale e applicata
ING-IND/10 Fisica tecnica industriale
CHIM/12 Chimica dell'ambiente e dei beni culturali
CHIM/10 Chimica degli alimenti
5
9
7
7
1
4
18

3
2
35
Scienze medico-chirurgiche MED/09 Medicina interna
27
2
Scienze della prevenzione e dei servizi sanitari MED/50 Scienze tecniche mediche applicate
MED/44 Medicina del lavoro
MED/42 Igiene generale e applicata
MED/36 Diagnostica per immagini e radioterapia
1
4
18
10
5
Scienze interdisciplinari cliniche MED/44 Medicina del lavoro
MED/42 Igiene generale e applicata
4
18
5
Scienze umane e psicopedagogiche M-PED/03 Didattica e pedagogia speciale
M-PED/01 Pedagogia generale e sociale
6
6
2
Scienze del management sanitario IUS/09 Istituzioni di diritto pubblico
IUS/07 Diritto del lavoro
10
5
2
Scienze interdisciplinari VET/07 Farmacologia e tossicologia veterinaria
ING-INF/06 Bioingegneria elettronica e informatica
ING-IND/33 Sistemi elettrici per l'energia
CHIM/12 Chimica dell'ambiente e dei beni culturali
6


3
6
Tirocinio differenziato specifico profilo MED/50 Scienze tecniche mediche applicate
1
60
Totale Attività Caratterizzanti117




Attività affini

ambito disciplinaresettoreDocentiCFU
Attività formative affini o integrative ING-IND/28 Ingegneria e sicurezza degli scavi
GEO/09 Georisorse minerarie e applicazioni mineralogico-petrografiche per l'ambiente e i beni culturali
BIO/08 Antropologia

3
4
8
Totale Attività Affini8



Altre attività

CFU
A scelta dello studente6
Per la prova finale6
Per la conoscenza di almeno una lingua straniera3
Altre attività quali l'informatica, attività seminariali ecc.6
Laboratori professionali dello specifico SSD3
Totale Altre Attività24



TOTALE CREDITI180


Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
in collaborazione con CINECA